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Ri.Guardo: per una longevità consapevole

La pandemia ha fatto emergere il bisogno di ri-guardare e ri-pensare alla complessità dell’esperienza dell’invecchiare e del prendersi cura. Ri.Guardo nasce dalla ricerca di un metodo per rigenerare la cura e la cultura dell’invecchiamento e della longevità.

Ri.Guardo nasce dall’esperienza ventennale e dalle intuizioni di Antonella Buranello che ha integrato diversi approcci per la promozione del benessere delle persone e delle organizzazioni e con il talento e la passione per la fotografia di Antonella Vecchi.

Entrambe coach e formatrici, Antonella Buranello e Antonella Vecchi hanno scoperto di avere in comune lo scopo autentico di costruire organizzazioni umane e di promuovere il bene comune.

Ri.Guardo è  nato per attraversare in modo generativo e consapevole l’attuale momento di crisi e di transizione nei contesti di vita, di lavoro e di cura delle persone anziane, superando le narrazioni distopiche che prevedono futuri catastrofici e quelle utopiche che sognano di sconfiggere l’invecchiamento. 

E’ un metodo che si rivolge alle comunità e alle organizzazioni che intendono promuovere la longevità consapevole, inclusiva, equa e libera da pregiudizi sull’età.

Ri.guardo è un metodo sistemico, partecipativo e trasformativo che integra gli approcci della  Social Mindfulness, degli esercizi di futuri, della scienza della complessità, della mindful photography, della fotografia umanista e della narrazione partecipata.

 

Ri.Guardo è un’occasione per guardare lontano, guardare vicino, guardare insieme le persone, le relazioni  e gli ambienti. 

Ri.Guardo coinvolge tutte le persone interessate all’invecchiamento e alla longevità promuovendo la capacità di  immaginare nuovi futuri possibili e desiderabili che superino le visioni limitanti e i pregiudizi sull’invecchiamento e sulla cura e favoriscano la solidarietà intergenerazionale.

Ri.Guardo si basa sul rinsaldare l’agentività collettiva ossia l’azione intenzionale che mira al miglior benessere per tutti ed è basata sulle pratiche della Mindfulness, come indicato nel documento dell’associazione The Mindfulness Initiative 

Ri.Guardo ha come finalità il fornire l’opportunità di reinventare e reimmaginare la cura e la cultura dell’invecchiamento e della longevità superando l’ageismo e le distopie.

per una longevità consapevole

guardare lontano, vicino, insieme

Ri.Guardo è un’occasione per guardare lontano, guardare vicino, guardare insieme le persone, le relazioni  e gli ambienti. 

Guardare lontano significa sviluppare le capacità di aspirare, di immaginare e di esplorare e anticipare i futuri.

Guardare vicino  vuol dire rallentare per diventare testimoni sensibili e per osservare con consapevolezza e con un atteggiamento gentile e di apprezzamento, la complessità del fenomeno dell’invecchiamento e della longevità.

Guardare insieme indica la costruzione di uno spazio relazionale sicuro dove mettere insieme le varie prospettive e i vari orizzonti per individuare nuovi significati dell’esperienza dell’invecchiare e dell’essere persone longeve.

guardare lontano, vicino, insieme

Ri.Guardo: un metodo in tre fasi

Il metodo Ri.Guardo è composto di tre fasi principali e può essere organizzato e sviluppato all’interno delle residenze e dei centri per anziani.

FASE 1: GUARDARE LONTANO

 Social Mindfulness: per entrare in relazione in modo psicologicamente sicuro

Pratiche di complessità: per lavorare con le interconnessioni e interdipendenze

Esercizi di futuro:  per immaginare i futuri desiderabili oltre le distopie e le utopie.

FASE 2: GUARDARE VICINO

 Fotografia umanista

Mindful Photography

FASE 3: GUARDARE INSIEME

Narrazione partecipata

Agentività collettiva

fotografia consapevole, partecipativA e umanista

la fotografia

Ri.Guardo utilizza delle attività laboratoriali quali la Fotografia Partecipativa e la Mindful Photography come mezzi per coinvolgere, raccontare e intrecciare i diversi sguardi di chi vive e lavora nelle organizzazioni, nelle residenze per anziani e nelle comunità. 

Crediamo che la fotografia e il fotografare possano promuovere la capacità di aspirare e il diritto all’immaginazione delle persone longeve e dei caregiver.

Fotografare con consapevolezza diventa un’opportunità per narrare e immaginare nuove prospettive e nuove idee sulla cura, sul benessere, sull’invecchiamento e sulla longevità.

La realizzazione dei reportage fotografici e della fotografia umanista sono a cura di Antonella Vecchi che con la sua sensibilità sa cogliere la bellezza in ogni contesto e restituirla con splendide immagini che parlano al cuore ed emozionano permettendoci non solo di conoscere ma anche di immaginare. 

Antonella Vecchi è una coach e una fotografa umanista  con la passione per la fotografia ad infrarossi: “Le immagini a infrarosso stimolano i clienti a generare cambi di paradigma nell’osservazione della realtà e a riconoscere quali altre infinite possibilità si aprono solo modificando la prospettiva” (Antonella Vecchi). 

Ri.Guardo è  nato per attraversare in modo generativo e consapevole l’attuale momento di crisi e di transizione nei contesti di vita e di cura delle persone anziane, superando le narrazioni distopiche che prevedono futuri catastrofici e quelle utopiche che sognano di sconfiggere l’invecchiamento.

Per l’ISRAA, Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani di Treviso, Antonella Vecchi ha realizzato un reportage fotografico ideato all’interno di un progetto di formazione del personale condotto da Antonella Buranello. 

Dalla nostra esperienza abbiamo realizzato che le fotografie possono diventare un mezzo per ri-guardare e ri-pensare l’esperienza dell’invecchiamento e della longevità in quanto, per citare il famoso fotografo Luigi Ghirri “la fotografia è testimonianza di quello che ho visto ma è anche reinvenzione di quello che ho visto,. Sostanzialmente la fotografia non fa altro che rappresentare le percezioni che una persona ha del mondo”.

interventi basati sulla mindfulness

mindful photography

 La pratica della Mindfulness consiste nel portare in modo intenzionale l’attenzione al momento presente con un atteggiamento aperto e gentile. Mindfulness significa creare uno spazio tra lo stimolo e la risposta così da poter far emergere nuove possibilità di risposta. Mindfulness significa rallentare e ri-percepire.

Con la Mindful Photography, la Fotografia Consapevole, possiamo coltivare la capacità di aprirci a nuove percezioni e di comprendere la nostra visione (Alexandria Searls “21 Days of Mindful Photography. A course in new perceptions”). Possiamo renderci conto dei nostri filtri, del modo in cui guardiamo alle cose, a noi stessi e alle relazioni.

La Mindful Photography ci aiuta ad uscire dal pilota automatico della rimuginazione e della disconnessione che creano dolore e sofferenza, incoraggiando all’apertura all’esperienza con compassione e senso di meraviglia.

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