“Non puoi fermare le onde, ma puoi imparare il surf"
Jon Kabat-Zinn

il metodo M.A.R.E.

Il metodo  M.A.R.E. nasce dalla collaborazione dei nostri professionisti che hanno messo assieme e  integrato le migliori e più efficaci pratiche per lo sviluppo del benessere e del potenziale umano. 

Il metodo si basa sulle ricerche scientifiche della psicologia del cambiamento, del benessere, della longevità e del comportamento organizzativo.

Le attività proposte dalla Mindful Longevity Academy integrano: 1)  l’approccio salutogenico e sistemico; 2) la teoria della complessità, la teoria U, la teoria dell’auto-determinazione, la teoria del Capitale Psicologico, la teoria dell’auto-efficacia e la teoria della mente; 3) l’approccio delle capacità e delle life skills; 4) le pratiche della Mindfulness, della Compassion e dell’Insight; 5) le neuroscienze, la Neurobiologia Interpersonale, la Compassion-focused Therapy e l’ACT Therapy (Acceptance and Commitment Therapy); 6) il Design Thinking e il Visual Thinking; 7) il coaching e gli studi di futuro (Futures Literacy, l’alfabetizzazione ai futuri).

le pratiche per generare benessere

neuroscienze del cambiamento

UN MODELLO PER LO SVILUPPO DEL POTENZIALE UMANO

le quattro dimensioni del metodo M.A.R.E.

1 MINDFULNESS

La Mindfulness è la consapevolezza che emerge attraverso il pestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza momento per momento con intenzione, nel presente e con un atteggiamento non giudicante. La consapevolezza mindful ci offre l’opportunità di relazionarci in modo diverso con l’esperienza.  Con le pratiche della Mindfulness impariamo a riconoscere i pensieri che creano sofferenza nel momento stesso in cui sorgono. 

Le pratiche della Mindfulness sono formali e informali. 

Nelle pratiche formali adottiamo una postura di meditazione, stabiliamo un tempo dedicato all’allenamento della nostra mente e seguiamo le indicazioni per praticare ad esempio: la Gentilezza Amorevole; il Body Scan; R.A.I.N. (pratica per sviluppare l’accettazione); C.A. R.S. (pratica fondamentale del programma Mindfulness Based Living Course) e altre pratiche che richiedono di seguire delle istruzioni. 

Nelle pratiche informali non seguiamo delle regole precise; è sufficiente prendere consapevolezza e prestare attenzione ad un’attività che stiamo svolgendo, ad esempio: mangiare, lavarsi i denti, camminare, stirare, ecc…

Essere testimoni dei nostri pensieri e sentimenti ci permette di creare uno spazio per disinnescare le reazioni automatiche dannose per il nostro benessere. Ci possiamo liberare dalle abitudini negative, dallo stress, dall’ansia e dalla depressione e iniziare a vivere la vita in tutta la sua pienezza e con tutto il nostro potenziale. 

 

2 ATTEGGIAMENTO

L’atteggiamento è la forma mentis che mettiamo in atto in reazione a determinati eventi della vita, positivi o negativi che siano. L’importanza del mindset o atteggiamento mentale è stata studiata dalla dottoressa Carol Dweck che ha scoperto che ci sono due tipi forme mentis: il mindset fisso (o rigido) e il mindset di crescita. Le persone con una forma mentis rigida credono che ognuno di noi nasca con una determinata intelligenza, talento o capacità e che questi siano fattori fissi e non modificabili, non allenabili e non migliorabili. Le persone con un mindset di crescita sono convinte che tutte le nostre capacità possano essere sviluppate e migliorate. Le differenze tra queste due impostazioni mentali influenzano il nostro approccio nei confronti dell’apprendimento, degli obiettivi, del fallimento e del rischio; tutti aspetti importanti per vivere bene e migliorarsi.

Con le pratiche della Mindfulness alleniamo la flessibilità mentale e adottiamo gli atteggiamenti mentali positivi più utili ed efficaci per affrontare le sfide della vita quotidiana, del ritmo frenetico, della complessità e dell’incertezza. In particolare gli atteggiamenti mindful sono: l’atteggiamento non giudicante; la mente del principiante; il giusto sforzo; la pazienza; l’accettazione; la gentilezza; la compassione. La qualità della nostra mente e dei nostri atteggiamenti determina la qualità dei nostri risultati e della nostra vita. Per questo nei nostri percorsi di allenamento mentale diamo molta importanza ai tre aspetti della Mindfulness: Intenzione, Attenzione e Atteggiamento. La neuroplasticità è la  capacità del cervello di imparare e modificarsi a seguito dell’esperienza. Il cervello è come un muscolo; se lo alleniamo bene e in modo corretto (neuroplasticità positiva) possiamo raggiungere nuovi traguardi, superare le nostre convinzioni limitanti e aprirci a nuove opportunità di benessere.

3 RELAZIONI

Secondo le ricerche sulla promozione del benessere della New Economics Foundation, le cinque azioni più importanti da imparare per vivere bene e a lungo sono:

  • mantenersi attivi
  • continuare ad imparare
  • prestare attenzione
  • stabilire sane relazioni
  • donare

La psicologia del benessere ha dimostrato l’importanza delle buone relazioni interpersonali come fattore protettivo per la nostra salute. Stabilire sane relazioni e donare (due delle cinque azioni per imparare a vivere bene e a lungo) si collegano alla nostra Intelligenza Emotiva e al nostro cervello sociale. La chiave per capire la psicologia umana ci viene dalle ricerche sul cervello sociale e dalla teoria dell’attaccamento di John Bowlby. Con il termine “cervello sociale” si indicano le capacità relazionali innate degli esseri umani. Le neuroscienze hanno scoperto dei circuiti cerebrali coinvolti nella consapevolezza di sè, nell’empatia e nella compassione. Gli studi sull’attaccamento hanno sottolineato l’importanza delle prime cure, dell’accudimento e dell’affetto che riceviamo nell’infanzia nel plasmare la nostra capacità di gestire lo stress e di essere resilienti. Il comportamento di attaccamento è la propensione innata a cercare la vicinanza protettiva di un membro della propria specie quando si è vulnerabili ai pericoli ambientali per dolore, fatica, impotenza o malattia. La qualità delle prime relazioni e delle cure che il bambino riceve vanno a formare le rappresentazioni interne di sè, degli altri e del mondo; influenzano l’immagine di sè; le aspettative sugli altri; la fiducia, la capacità di intimità e collaborazione. Se da bambini abbiamo sperimentato un attaccamento sicuro saremo in grado di sviluppare relazioni positive, appaganti e sicure; se invece le prime esperienze relazionali non sono state sufficientemente “buone” e sicure avremo difficoltà a stabilire relazioni efficaci e anche a gestire lo stress e le frustrazioni. Infatti lo stile di attaccamento influenza la nostra Finestra di Tolleranza, termine utilizzato da Daniel Siegel per riferirsi all’attivazione del nostro sistema nervoso. Quando il nostro livello di arousal o attivazione è dentro la Finestra di Tolleranza, siamo in grado di affrontare le situazioni nello stato di funzionamento ottimale e con consapevolezza. Quando siamo “fuori” dalla Finestra di Tolleranza abbiamo troppa (iper-arousal) o troppo poca (iper-arousal) energia e questo ci porta a comportamenti reattivi perchè diventiamo incapaci di rispondere in modo adeguato al contesto e mettiamo in atto risposte di lotta, fuga o freezing basate sul nostro passato piuttosto che su quello che sta accadendo nel presente. Il nostro cervello è “una macchina da anticipazione” il che significa che tende a ripetere gli schemi mentali imparati nel passato anche se nel presente potremmo dare risposte diverse e più funzionali. Per questo motivo è difficile cambiare senza adottare le pratiche di consapevolezza. Con le pratiche di Mindfulness possiamo riconoscere gli schemi mentali disfunzionali che si sono sviluppati nel passato durante situazioni per noi sopraffacenti o di frustrazione. Con la consapevolezza possiamo creare lo spazio tra lo stimolo e la risposta per immaginare ed elaborare risposte nuove e più efficaci. Inoltre le pratiche di Mindfulness e Compassion contribuiscono ad allargare la nostra Finestra di Tolleranza e quindi ci permettono di essere a nostro agio e di affrontare in modo abile e positivo un maggior numero di situazioni e di sfide.

Inoltre le pratiche della consapevolezza, grazie al miglioramento delle nostre capacità di auto-regolazione emotiva,  ci aiutano a stabilire dei sani confini relazionali; ci allenano a riconoscere quando dire “no” e quando dire “sì” in modo da rispettare noi stessi e gli altri; e infine, favoriscono il senso di fiducia e di intimità.

4 ENERGIA

L’energia segue l’attenzione e tutto ciò a cui diamo energia cresce.

La mente è un flusso di energia e di informazioni, è nel corpo (embodied) ed è relazionale (definizione di Daniel Siegel, ideatore della Neurobiologia Interpersonale). Le continue pressioni e richieste del mondo in cui viviamo portano spesso a stanchezza, debolezza, sonnolenza, mancanza di concentrazione ed esaurimento. Imparare a fare attenzione alla nostra energia fisica, mentale e relazionale, a conservarla ed aumentarla è fondamentale per sentirci più attivi, avere concentrazione e resistenza. Le pratiche di Mindfulness, Compassion e Insight ci aiutano a gestire meglio le nostre energie a partire dall’allenamento della capacità di fare attenzione in modo intenzionale al momento presente, al funzionamento della nostra mente e alle sensazioni fisiche. Le tecniche per migliorare di gestione del tempo e la capacità di prendere decisioni, gli esercizi di life design e di esplorazione dei futuri desiderabili, le attività creative e di problem-solving se utilizzate in unione con le pratiche della consapevolezza, diventano un ricco bagaglio di risorse per poter gestire e vivere al meglio le nostre energie e per raggiungere lo stato di flow. Lo stato di flow, secondo Mihaly Csikszentmihalyi, è lo stato di coscienza in cui ci sentiamo completamente immersi e coinvolti in un’attività, in armonia e con il massimo senso di gratificazione. 

Possiamo disimparare le abitudini dannose che ci sottraggono energia e adottare nuove abitudini e stili di vita che ci permettono di conservare e aumentare le nostre energie per vivere una vita piena ed appagante.

 

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